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Pietrasanta, scatta il divieto di balneazione
Provvedimento provvisorio in otto tratti di spiaggia a causa delle acque sporche arrivate dalla foce del fosso Fiumetto
Una spiaggia in VersiliaLUCCA – Doveva essere il primo vero weekend della Versilia, la prova (anche scaramantica) di una stagione che tutti sperano di successo e scaccia-crisi. E invece ci si è messo un fosso, o meglio la foce del fosso Fiumetto, a fare i capricci e a far infuriare otto titolari di stabilimenti balneari e centinaia di turisti. Le analisi dell’acqua, effettuate venerdì dall’Arpat della Versilia, hanno costretto il sindaco di Pietrasanta, Domenico Lombardi, ad emettere un’ordinanza di divieto di balneazione. Si tratta di un provvedimento provvisorio, non preoccupante per la salute del mare della Versilia che resta tra i più puliti d’Italia e limitato a quel tratto di acque vicine al fosso incriminato, però in una delle perle della Versilia il divieto ha provocato scalpore.
L'ORDINANZA
SCARICHI ABUSIVI?
- Spiega il sindaco Domenico Lombardi: «Stiamo verificando con una task force le cause dell’inquinamento che potrebbe avere anche un’origine abusiva, ovvero di scarichi non consentiti. Però bisogna anche rivedere i parametri con l’Arpat che secondo noi a volte sono troppo severi». Quanto durerà il divieto? «Almeno sino a martedì quando le nuove analisi daranno i risultati sperati», spiegano gli esperti. Sabato però i bagnanti dell’area «sfortunata» si sono dovuti consolare con docce e, negli stabilimenti attrezzati, qualche tuffo in piscina- E inevitabili malumori e polemiche, anche perché Marina di Pietrasanta è conosciuta da decenni in tutto il mondo per la qualità del suo mare, degli stabilimenti balneari, dei servizi e dei locali, alcuni storici come la Bussola di Bernardini; altri più recenti come il Twiga di Briatore. Anche a marzo il Fiumetto aveva fatto i capricci ed era stata firmata un’altra ordinanza di divieto di balneazione. Nell’ordinanza di oggi si legge che «l’area di balneazione denominata "Foce fosso Fiumetto n.009046024003 è da considerare temporaneamente non idonea; considerato che la situazione accertata dall’Arpat, se confermata con successivi controlli, può rappresentare un grave pericolo per l’igiene e l’incolumità e la salute dei bagnanti; visto l’art. 2, comma 4, del D.M. del 30/03/2010 che prevede l’adozione di un provvedimento sindacale, che vieti la balneazione, nel caso di superamento dei valori limite del campione analizzato; ordina per quanto in premessa, il divieto temporaneo di balneazione sul tratto di mare che va dallo stabilimento balneare denominato "Bagno Bianca" località Fiumetto allo stabilimento balneare denominato "La Versiliana" fino a quando non saranno ripristinate le condizioni di balneabilità».