STORIA
<Torna al menù>    <Precedente>    <Successivo>    <Stampa>
400.04) Chiesa della SS. Trinità - Foiano della Chiana -



La Chiesa della SS. Trinità situata in via della Trinità, in Castelvecchio, entro il primo cerchio di mura, di fianco al Palazzo della Cancelleria o Monte Pio, risale al XIV sec.. Per la pulizia architettonica rinascimentale e la sobrietà mistica dell’interno è un autentico gioiello.

Opere

- "Santissima Trinità con Angeli e Santi” di Antonio Cercignani detto il "Pomarancio";
- "Cristo Risorto” statua de’ “Il Volo”.

La chiesa della SS. Trinità di Foiano è una costruzione a pianta a croce greca, sormontata da una cupola centrale di forma ottagonale, decorata esternamente con maioliche policrome, probabilmente con connessioni al tempio di S. Biagio di Montepulciano.
Il bel pavimento è in travertino originale delle vicine cave di Rapolano; del medesimo materiale da segnalare, entrando in chiesa, appoggiata alla prima colonna a destra, la pila dell’acqua benedetta a forma di calice, con la tazza esternamente sbaccellata, fusto elegante sagomato con nodi ed ornato a fogliami e festoni; ha il piede quadrato con i lati scolpiti con gli stemmi della Compagnia della SS. Trinità (MDXC). Un opera molto simile alla pila dell’acqua benedetta situata nella chiesa di S. Maria della Fraternita di Foiano.

Fin dalla sua iniziale costruzione, in questa chiesa furono previsti tre altari; l’Altare maggiore dedicato alla SS. Trinità e due laterali, uno dedicato alla Madonna del Carmine e l’altro a S. Giovanni Battista.

Entrando, di fronte è posto l’altare maggiore, sovrastato dalla tavola ad olio la Santissima Trinità con Angeli e Santi commissionata nel 1614 a Antonio Cercignani detto il "Pomarancio", opera da lui non completata. Fu terminata, dopo 15 anni, da un allievo del pittore.


A sinistra in cornu evangelii, sopra l’altare, effigie della Madonna del Conforto (Madonna di Provenzano) e a destra in cornu epistolae, sopra l’altare, un tabernacolo contenente la bella statua lignea policroma a grandezza naturale di Cristo Risorto (XVII sec.). Questa statua è oggetto tuttora di un’antica manifestazione religiosa, conosciuta come Il Volo, che si tiene la notte del Sabato Santo nell’Insigne Collegiata di San Martino, per festeggiare la Resurrezione di Cristo.
Nella mattina di Pasqua ed in quella del Martedì successivo, dopo la celebrazione delle Santa Messa, la statua del Cristo Risorto viene portata a spalla in solenne processione per le vie di Foiano e giunta nell’antica Piazz’Alta, viene salutata dallo sparo del rullo, che consiste nell’esplosione a sequenza di oltre 5.000 castagnole, sotto il Loggiato del Monte Pio o Palazzo della Cancelleria e strade adiacenti manifestazione che si ripete ininterrottamente fin dal lontano 1681.

Storia

Nell’Oratorio, fondato nel 1577, vi si riunivano alcuni buoni individui, per prestarsi al Benefizio degli Infermi dell’Ospizio e porgono aiuto alla Tumulazione dei defunti della Cura di S. Martino e dell’Ospizio medesimo.
All’epoca l’Oratorio era abbastanza stretto e dato che gli introiti della Compagnia erano notevoli, il Visitatore ordinò che lo stesso fosse ampliato, comprendendo il medesimo cenacolo della chiesa e ordinò che fossero costruiti almeno tre altari e che fossero ornati e decorati secondo i Decreti Generali.
A seguito di tali indicazioni, fu interpellato il pittore Girolamo Lupacci di Montepulciano, al quale furono pagate per un totale di 875 lire, in tre anni, 1583, ’84, ’85 per i disegni del nuovo Oratorio.
Il 2 Febbraio 1592 si tenne una riunione consiliare della Compagnia, nella quale venne deciso di stanziare i primi 300 Scudi per costruire una nuova chiesa più grande; il giorno 12 Febbraio dello stesso anno, Rosado Magi viene inviato a Firenze a chiedere Licenza al Granduca per dare inizio ai lavori, risposta che arrivò nel successivo anno 1593 e che si protrassero per diversi anni.
Nel medesimo anno 1593, seguendo una consuetudine del tempo concernente il culto della SS. Trinità, la Compagnia omonima di Foiano, chiede di essere aggregata all’Oratorio del Gonfalone di Roma. Tale richiesta fu rinnovata il 7 Ottobre 1607, acciò possiamo godere, delle medesime indulgenze, e fu accolta dal Papa Pio V, con Bolla del 20 Giugno 1612, ed a seguito della quale i Confratelli della Trinità in segno di gratitudine, da quel momento, istituirono due doti per fanciulle povere di Foiano, di dieci scudi ciascuna (settanta lire).
Il 24 Aprile 1624, i confratelli della SS. Trinità, ordinarono a Michelangelo Vestrucci (XVII sec) la tavola “Nascita di S.Giovanni Battista” per l'altare dedicato a S. Giovanni Battista. La tela si trova attualmente presso l'Insigne Collegiata di S. Martino. 
In data  14 Maggio 1617 fu completata la costruzione dell’altare maggiore in pietra, simile a quello di S. Croce di Fiorenza, dagli scalpellini di Castiglion Fiorentino, Francesco di Giovanni e a Paolo di Agostino Becci.
Il materiale lapideo usato nella costruzione della chiesa è stato probabilmente ricavato dalla cava Senaria di Castiglion Fiorentino, la medesima a cui avevano fatto ricorso i Confratelli della Madonna per il loro Oratorio nella Pieve Vecchia di Foiano (1575-76).
Il 21 Aprile 1609, è deliberato dal Consiglio della SS. Trinità, di dotare l’Altare maggiore di un buon lavoro di pittura. Il 10 Gennaio 1614, i confratelli Rosado Magi e Giovanni Sestri commissionarono il quadro Antonio Cercignani (1562-1630), figlio di Niccolò Cercignani (1530-1592), pittori molto noti all'epoca e chiamati entrambi il "Pomarancio".
Antonio Cercignani, s’impegnò per la somma di duecento scudi a realizzare in Firenze una tavola ad olio con l’immagine della SS. Trinità; il 22 giugno dello stesso anno gli fu dato cento scudi di anticipo.
Nel giugno e nell'ottobre del 1615 fu sollecitata all'artista la consegna del dipinto e da quel momento ebbe inizio una controversia che si protrasse alcuni anni tra il pittore Antonio Cercignani e la Compagnia della SS. Trinità di Foiano.
Il 6 dicembre successivo, fu inviato il canonico Bernardo Tiezzi a Firenze per ritirare la tavola, ma senza esito, perché la medesima, non era ancora terminata.
I confratelli della SS. Trinità di Foiano ricorsero presso i giudici della Magistratura fiorentina dei Nove Conservatori, i quali tramite il loro consultore Nicolò dell’Antella, e dietro proposta dello stesso pittore, il 6 Giugno 1616 stabilirono una riduzione del prezzo del dipinto a centottanta scudi, da pagarsi entro il successivo 16 settembre.
Nel frattempo il pittore fu chiamato a Roma per nuovi impegni, lasciando il quadro incompleto nei locali della Compagnia fiorentina della Crocetta, dove gl’incaricati della Compagnia della SS. Trinità di Foiano potevano ritirarlo.
La cifra precedentemente stabilita non fu però versata nei termini pattuiti, causa le scarse disponibilità della Compagnia, perciò il quadro rimase a Firenze.
Il successivo 27 Agosto 1617, il magistrato fiorentino dopo aver ricevuto i denari dai confratelli della Trinità, cerca di mediare la questione con il pittore perché completi il quadro, ma dopo la partenza per Roma, Antonio Cercignani non fece più ritorno a Firenze.
Il quadro fu ritirato e trasferito alla chiesa probabilmente tra il marzo e il luglio del 1618 e sembra, da recenti studi, che il quadro sia stato completato, intorno al 1630, da Lorenzo Lippi (1606- 1665) o da Barbiani, pittore di Montepulciano, ambedue allievi d’Antonio Cercignani. La tela è sull’altare al momento della Visita pastorale del 1639.


Elenco telefonico
Foiano della Chiana
ricerca da:
- cognome/nome o
nome azienda

- numero telefonico

 
http://oroscopo123.it
Oroscopo
Quanto sei fortunato?
MATTUTINO
MATTUTINO
MATTUTINO
MATTUTINO
MATTUTINO
MATTUTINO
<Aggiungi ai tuoi preferiti>  <Imposta come pagina iniziale>  <Consiglia questo sito>
Associazione FOIANO IN PIAZZA - Foiano della Chiana (Arezzo) - CF: 92062420515 PI: 02026610515 (93)